Sul valore del roster di Brindisi si è ampiamente discusso. In estate alcuni sollevavano dubbi sul “pacchetto italiani”, altri sugli americani. Tra infortuni e sciagure, poi, la stagione brindisina è iniziata nel peggiore dei modi, con 7 sconfitte nelle prime 8 partite. In panchina, però, siede un totem del basket nazionale, Piero Bucchi, capace di unire una squadra messa psicologicamente in difficoltà dai tanti infortuni e dalle difficoltà iniziali, portandola a vincere 4 partite nelle ultime 5 giornate. Il “pacchetto italiani” ampiamente criticato inizia a rendere, grazie ad un Andrea Calzavara che gioca da esperto, un Kevin Ndzie combattivo, un Giovanni Vildera mai domo. Discorso diverso, invece, per gli americani. L’ex Fortitudo Mark Ogden ha dimostrato di poter essere un giocatore importantissimo ma è da tempo fermo ai box per infortunio. Bryon Allen, invece, ha atteso la benedizione del presidente Nando Marino per dare il meglio di sé, strapazzando la difesa pesarese durante l’ultima giornata, mettendo a segno 26 punti e 6 assist dopo una serie di prestazioni negative. Ciò che è certo è che la squadra sembra, finalmente, girare a dovere dopo un iniziale, doveroso, periodo di rodaggio. Ora bisogna battere la capolista Rimini, vera sorpresa del campionato che guida da sola insieme a Cividale con 22 punti. Questo, per dimostrare la vera forza di questo roster sfortunatissimo, quasi mai al completo. I biancazzurri sono quattordicesimi con 10 punti, ma la scalata verso le zone alte della classifica è appena iniziata. Domani alle 18:00, a Rimini, la New Basket deve dimostrare di che pasta è fatta, ma soprattutto che la Stella del Sud non ha mai smesso di brillare. I due punti sarebbero fondamentali per la classifica ma soprattutto per capire se si è diventati grandi. O quanto meno per ricordarselo. Occhi nuovamente puntati su Allen, che dovrà dimostrare che la prestazione contro Pesaro non è stata solamente un fuoco di paglia.
Foto: Studio Tasco.

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