Se a settembre qualcuno avesse detto ad un brindisino che un omone serbo nato a Belgrado sarebbe diventato l’idolo di una città intera a suon di gol, sarebbe stato preso per matto. Eppure, non c’è niente di più vero.
L’arrivo e le statistiche: Il 13 novembre del ’92, nel bel mezzo dell’inverno serbo, nasceva Marko Rajkovic. Trentatré anni dopo e ben 17 club cambiati nel corso degli anni dalla punta, Brindisi ha trovato in lui un’ancora di salvezza. Fu lui uno dei rinforzi voluti dal tecnico Nicola Ragno, chiamato in corsa per salvare una stagione compromessa dai punti di penalizzazione inflitti agli adriatici e un mercato estivo sicuramente insufficiente. Fece il suo esordio il 1° dicembre scorso, segnando il rigore decisivo che decise Brindisi-Nocerina terminata 2-1. Dopo la doppietta nella manita rifilata al Manfredonia, per poi ripetersi nella sciagurata sconfitta esterna contro l’Acerrana. Ha segnato due reti anche nell’ultimo turno contro la Palmese: grazie a lui il Brindisi dista solo 5 punti dalla zona play out. Lo score personale del serbo recita 7 reti in 8 presenze, 3 vittorie, altrettanti pareggi e 2 sconfitte con lui in campo. È lui la punta di diamante dei biancazzurri, nonché l’idolo dei tifosi che in lui vedono un leader silenzioso e un bomber instancabile.
C’è ancora speranza: Finché c’è vita c’è speranza si suol dire. Questo Brindisi è più vivo che mai. Con i play out a -5 piazza, giocatori e dirigenza, intravedono finalmente la luce in fondo al tunnel. Alle 15:30 di domenica, allo stadio Fanuzzi, è atteso il Casarano, una delle squadre più forti (sulla carta) mai viste nel girone H di Serie D. Non a caso sono primi a pari merito con la Nocerina. Poi ci sarà la trasferta in terra campana con il Costa D’Amalfi, penultima della classe nonché diretta contendente dei brindisini alla salvezza. Successivamente i brindisini saranno attesi dal doppio confronto interno contro Martina e Francavilla, due tra le squadre migliori del campionato. Il calendario mette i brividi, ma il Brindisi se vuole salvarsi non deve pensarci. L’obiettivo è solo uno: fare punti, vincendo più partite possibili. Magari decise dall’idolo di un’intera tifoseria: un omone serbo venuto dal nulla per far rimanere il Brindisi in Serie D. Che sta facendo di tutto per riuscirci.

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