“Bis peccare in bello non licet” dicevano i latini, ossia che in guerra non si può sbagliare due volte. E il Brindisi si ritrova in guerra dall’8 settembre. Facciamo un passo indietro. Domani i biancazzurri affronteranno il Martina, seconda forza del girone che, con il suo calcio sostenibile fatto di giovani e di bel gioco, ha fatto innamorare l’Italia intera. La squadra di Nicola Ragno arriva alla sfida reduce del brutto pareggio per 2-2 contro il Costa D’Amalfi, dopo che i brindisini erano riusciti ad ottenere un doppio vantaggio (2-0). Adesso il Brindisi dista ben 7 punti dalla zona play out, anche a causa dei 12 (poi diventati 14) punti di penalizzazione ricevuti in estate. Rientrarci sarebbe possibile, anche se difficile. Ciò che spaventa sono i 7 punti massimi di distanza dalla tredicesima che il Brindisi dovrebbe avere in caso di play out, altresì non gli disputerebbe (come abbiamo spiegato meglio qui). Eppure, domani, il Brindisi ha una battaglia da vincere. Il Martina è forte, fortissimo, ma fin quando la matematica non condannerà il Brindisi i biancazzurri hanno il dovere di lottare. Del resto sono ancora in guerra. I play out sono difficili da ottenere, ma non impossibili. Ora, il Brindisi non deve commettere nuovamente gli errori del passato. Il pareggio assurdo contro il Costa D’Amalfi, il “suicidio” di Acerra e tanti altri episodi devono diventare solo un lontano ricordo: c’è ancora una guerra da finire. E in guerra non si può sbagliare due volte.

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