Quanto accaduto ieri, con il ko maturato in 80 minuti di derby col Fasano e i successivi tafferugli, racconta forse una delle pagine più buie della Storia gloriosa del Brindisi Calcio. I biancazzurri, anche se non matematicamente, sembrano condannati ad un destino amaro che di eccellenza ha probabilmente solo il nome. Ci si interroga, tra tifosi e addetti ai lavori, sulle cause di una debacle sportiva giunta sulla testa di chi ama la maglia con la V. In certi casi forse è meglio riavvolgere il nastro per avere le idee più chiare e provare a trovare una spiegazione plausibile.
NUOVO CORSO – In estate (un po’ in ritardo forse) un trio di imprenditori, due locali e uno “forestiero”, decidono di non far morire il titolo sportivo ponendo rimedio alla scellerata gestione Arigliano mettendo sul banco un milione di euro per ripartire dalla Serie D appianando i debiti federali e vincolanti alla partecipazione alla quarta serie nazionale.
Pronti, via, e viene presentata una nuova dirigenza e a seguire un nuovo staff tecnico che, come vedremo, non darà i frutti sperati complice anche una campagna acquisti non aderente all’obiettivo salvezza per una squadra che partiva con 12 (poi 14) punti di penalità.
Le cose non vanno bene, ma il trio di imprenditori non demorde e mette mano al portafoglio per una rivoluzione tecnica che porta nella città adriatica fior di giocatori dal curriculum prestigioso e una nuova guida tecnica, Mister Ragno, tecnico che storicamente ha sempre lottato per le prime posizioni del Girone H.
SEGNALI DI RISVEGLIO – Le cose iniziano a girare con la squadra che ottiene punti importanti contro le prime della classe salvo poi mancare di personalità nei match con le dirette concorrenti. Un peccato. I punti persi per strada probabilmente danno vita ad un malcontento generale, che coinvolge squadra, proprietà e dirigenza e l’impressione è che si sia rotto qualcosa. Il Presidente Roma, ad inizio stagione in prima linea dal punto di vista mediatico con foto coi nuovi acqusiti sui canali ufficiali del club e interviste rilasciate ora alle tv locali e poi ai cartacei regionali, via via si defila, apparendo sempre meno e lasciando il compito di comunicare alla Piazza ora al Mister (spesso), poi al DG Gianni (meno) e recentemente al socio di minoranza Pozzessere che, di questo gli va dato atto, ha sempre messo la faccia quando necessario per fare chiarezza e invitare alla compattezza. Dell’altro socio di maggioranza, tale Dova, solo traccia economica con la presenza nel club (avercene di soci così..).
Dispiace per la seconda gestione Roma che, sin qui, fa il paio con la prima avventura alla guida del sodalizio biancazzurro finita con una cessione delle quote repentina dopo una serie di sfortunati eventi. Quale futuro ora per il Brindisi Calcio? In attesa del Giudice Sportivo c’è da preparare la sfida con l’Angri: occorre vincere senza fare più calcoli.

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