Trecentottantasei giorni. Tanto è durata l’agonia dei tifosi biancazzurri che, dal 19 febbraio dello scorso anno sino a domenica scorsa, non avevano mai visto il Brindisi abbandonare l’ultima posizione in classifica. I biancazzurri, grazie alla vittoria in casa con l’Angri di domenica scorsa per 3-1 non sono più ultimi. Sono penultimi con 18 punti, a 4 lunghezze dalla zona play out. Una differenza che per ai più potrà apparire irrisoria, ma non è così né in termini di classifica e obiettivi stagionali e né per quanto riguarda l’umore dei tifosi biancazzurri, che da troppo tempo si erano abituati a vedersi all’ultimo posto di ogni classifica.
I fatti, i dati, il “record”: 386 giorni d’agonia.
Era il 19 febbraio del 2024. Il Brindisi giocava un campionato di terza serie conquistato dopo ben 33 anni di assenza, ma le acque erano agitate. La squadra del presidente Daniele Arigliano era già stata “rivoluzionata” e la crisi societaria era alle porte. Quel giorno i biancazzurri sfidarono il Foggia in casa. L’undici dei biancazzurri, scesi in campo con il 3-5-2, era il seguente: Ivan Saio tra i pali, Franco Gorzelewski, Tano Bonnin e Marco Calderoni a formare i 3 di difesa, Antonello Vona e Davide Galazzini sulle fasce, Giovanni Pinto come centrale di centrocampo coadiuvato da Valerio Labriola e Mattia Speranza, subito dietro ad Angelo Guida e Marcello Trotta. Quel giorno il Brindisi cadde sotto le reti di Santaniello e Salines, che spedirono i biancazzurri all’ultimo posto in classifica. Fanalino di coda che il Brindisi, da quel giorno, non ha mai lasciato. La gara di Foggia fu solo l’inizio di un dramma sportivo culminato con 12 punti di penalizzazione che, ovviamente, hanno fatto iniziare al Brindisi il campionato con 12 punti di penalizzazione, poi diventati 14. Da quel giorno il Brindisi non è più riuscito ad abbandonare l’ultima posizione, simbolo di due annate davvero sfortunate per i colori biancazzurri. Questo, almeno, prima dei gol di Quint Jansen, Marko Rajkovic e Nicola Citro che hanno fermato l’Angri e donato nuova linfa al Brindisi, che ora crede alla salvezza. Ci crede, dopo 386 giorni d’agonia.

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