Pierluigi Valentini è una figura importantissima della storia recente biancazzurra. Suo, parte del merito per la conquista della Serie C nella stagione 22/23. Direttore generale tra i più noti e stimati dell’intera categoria ha un palmares ricco di esperienze. Dalla Serie C vinta con il Lecce come direttore esecutivo, alle avventure con Taranto e Virtus Francavilla. In ultimo l’esperienza a Brindisi, a cui lo lega un rapporto speciale. Brindisi che, in questo momento, è penultimo a 4 punti dalla zona play out. Quella verso la salvezza è una strada in salita per i biancazzurri ma, secondo Valentini, il Brindisi può ancora salvarsi. “Il Brindisi ha tutte le carte in regola – ci dice – per salvarsi. Questi tifosi e questa società non meritano di retrocedere. La coppia d’attacco formata da Nicola Citro e Marco Rajkovic è da alta classifica. È chiaro che quello del Brindisi è stato un percorso particolare, con un cambio societario in estate che sicuramente non ha agevolato il lavoro della dirigenza. La penalizzazione, poi, è stata un’altra difficoltà da fronteggiare. Oggettivamente il cammino fatto finora è al di sotto delle aspettative della società che, soprattutto nella seconda fase del campionato non si è risparmiata nella costruzione della rosa. La rosa attuale del Brindisi non è di certo da penultimo posto”. Secondo l’ex dg biancazzurro è importante lasciare la possibilità al club di sbagliare, purché gli errori non rovinino tutto il lavoro fatto.

Le prossime 6 battaglie.

La squadra di mister Nicola Ragno è attesa da 6 partite che decideranno, nel bene o nel male, il futuro dei biancazzurri. La metà di queste contro 3 dirette contendenti alla salvezza: Ugento, Manfredonia e Francavilla in Sinni. Partite che vanno affrontate con una certa mentalità. “Per affrontare partite come questa – ci svela Valentini – bisogna calarsi nelle caratteristiche di una squadra che deve salvarsi. Non si può sbagliare l’approccio mentale, non si può prescindere dall’avere ferocia agonistica e scaltrezza. Forse, proprio un po’ di scaltrezza è mancata al Brindisi: i punti lasciati per strada con il Costa D’Amalfi, il Francavilla e l’Acerrana gridano vendetta. Spero che la squadra abbia imparato dai suoi errori e che faccia il possibile per vincere le gare rimanenti”.

Ritorno a Brindisi? Ecco la verità.

Brindisi è stata una tappa importantissima nella carriera di Valentini. Qui il direttore ha legato in modo viscerale con la città, che ha visto in lui una figura dirigenziale professionale e preparata. Un amore non sempre rose e fiori quello tra la piazza e il direttore, ma che rimane più vivo che mai. “Un mio ritorno? A Brindisi ho provato cose speciali, con la piazza e con la città mi lega un rapporto unico. Provo un sentimento viscerale per quei colori”, esordisce l’ex dirigente biancazzurro. “Ovviamente tornerei a Brindisi se in un futuro ci fosse la possibilità di svolgere la mia figura per come la intendo io. Gli ultimi anni qui rimangono una ferita aperta, mi ritrovavo a svolgere compiti che non spettano ad un direttore generale. Per questo vorrei un’avventura dove poter fare calcio in modo serio, programmando e puntando a palcoscenici importanti. Se Brindisi mi chiamasse, con questi presupposti non potrei mai dirle di no. Ci tengo però a sottolineare che la dirigenza brindisina è capace e attenta. Ha svolto un ottimo lavoro e continua a farlo. Non era semplice operare nella situazione iniziale in cui si trovava il club. Con più tranquillità avrebbero potuto operare in modo diverso”.

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