Leonardo Nunzella e Federico Scoppa, in conferenza stampa, hanno commentato l’epilogo di stagione del Brindisi, culminato con una prevedibile retrocessione. I due capitani sono partiti iniziando ad analizzare la retrocessione, avvenuta nello scorso turno a causa del pareggio per 2-2 in casa del Manfredonia. “Non c’è qualcosa in particolare a cui si può attribuire la colpa della retrocessione. Noi possiamo commentare il nostro sacrificio e ciò che abbiamo fatto. Qualcosa abbiamo sbagliato. Siamo sempre stati costretti a rincorrere” hanno detto sul campionato quasi concluso. A molti, però, è sembrato strano che siano stati due giocatori, seppur capitani, a dover tirare le somme di una stagione in conferenza stampa. Volontà dei giocatori o imposizione della società? “D’accordo con la proprietà (e non dirigenza come detto da Nunzella in conferenza stampa, che ha commesso un refuso come comunicatoci dall’ufficio stampa del Brindisi) – hanno detto in merito – abbiamo scelto noi di metterci la faccia. Da capitani è anche responsabilità nostra essere qui”. Responsabilità che fa trasparire un senso di appartenenza forte per Brindisi e i suoi colori. I due giocatori, però, a precisa domanda in cui li si chiedeva se sposeranno il progetto Brindisi anche in Eccellenza, non si sono sbilanciati. “Il senso di appartenenza è stato dimostrato da parte di tutti quando abbiamo sposato questo possesso. Siamo stati bravi a costruire un bel gruppo. Abbiamo avuto tanti stimoli e ci hanno messo nelle condizioni di lavorare per bene. Vedremo – hanno concluso – se l’anno prossimo sposeremo nuovamente il progetto brindisino”.

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