Felleca in velocità. Ancora Felleca solo davanti a Colombo. Felleca, Felleca, Felleca, Felleca: rete, è finita. Il Brindisi ha atteso 33 anni per tornare in terza serie“. Non è che con le parole di Davide Cucinelli, telecronista di AntennaSud, che si può iniziare un racconto del genere. Il Brindisi, due anni fa, veniva promosso in terza serie grazie al 3-1 rifilato alla Cavese nello spareggio promozione a Vibo Valentia. La rete del 3-1 di Felleca fece letteralmente impazzire tutti i brindisini, sia quelli presenti a Vibo e sia quelli attaccati alla tv a Brindisi. Una partita, una rete, una promozione in Serie C: un vero e proprio sogno ad occhi aperti per ogni brindisino, abituato più a soffrire che a gioire. E proprio di sofferenza il fato, ha deciso che i brindisini dovranno ancora nutrirsi per un po’. Quella Serie C non fu mai vissuta dal popolo biancazzurro. Dai problemi legati allo stadio prima, ad una squadra che (sembrava) incapace di vincere dopo, ai problemi economici della società: la Serie C, insomma, a Brindisi manca da due anni ma è come se mancasse ancora da 35 anni. La retrocessione ha portato con sé 14 punti di penalizzazione che hanno tagliato le gambe al Brindisi, che quest’anno è nuovamente retrocesso, questa volta in Eccellenza.

Fa strano pensare come il picco di gioia più alto di un intero popolo combaci con l’inizio della sua fine. Ma i brindisini, si sa, sono abituati a soffrire. E alla fine, una retrocessione cos’è davanti all’amore viscerale per una maglia, i suoi colori e quella V sul petto?

“Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior”.

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